Come Studiare il Comportamento dei Tuoi Utenti

Mappe di Calore Scroll

Se una volta capire il comportamento degli utenti sul tuo sito web era una questione quasi empirica a furia di tentativi andati male, ora esistono diversi strumenti sia gratuiti che a pagamento che ti consentono di studiare il comportamento dei tuoi utenti e valutare la loro esperienza sul tuo sito così da migliorare il tasso di conversione.

Studiare ciò che fanno i tuoi utenti durante una sessione sul tuo sito web, ti aiuterà anche a capire cosa migliorare, quali sono i punti critici e dove ci sono veri e propri errori.

In particolare mi soffermerò su 3 diversi strumenti di analisi:

  1. Tool di Website Analytics, che indicano il numero di visitatori, di sessioni, di utenti che ritornano e moltissime altre informazioni legate al tuo sito web.
  2. Le mappe di calore (Heatmaps), che ci indicano il comportamento del visitatore on-page.
  3. Il replay delle sessioni, che ricostruiscono fedelmente tutta una sessione di un visitatore, praticamente è come avere un video sul monitor del visitatore che sta navigando il tuo sito.

Iniziamo quindi dal primo tool:

WebSite Analytics

Analytics Tool per Analisi Utenti

Si tratta di strumenti che analizzano il tuo sito web, il più famoso e gratuito è probabilmente Google Analytics che contiene una quantità di informazioni preziosissime per migliorare la user experience.

I dati più pertinenti al nostro scopo li puoi trovare nella sezione “Comportamento”.

Di particolare importanza è la frequenza di rimbalzo. Questa indica con che frequenza un visitatore che ha visitato per primo quella pagina non ha poi continuato su altre pagine del tuo sito web ed è quindi uscito subito.

Per fare un esempio, se il tuo sito ha una frequenza di rimbalzo del 50%, significa che solo 1 visitatore su 2 dopo aver letto la pagina su cui è atterrato, ha poi continuato la navigazione sul tuo sito.

Strettamente correlato alla frequenza di rimbalzo, è il tempo medio di permanenza sulla pagina. Questo indica quanto tempo un visitatore è rimasto sul tuo sito o su una pagina in particolare, può essere 30 secondi, 1 minuto o forse più.

In realtà questo dato viene preso considerando il tempo trascorso tra un clic e un altro sul tuo sito web, quindi, nel caso tu abbia frequenza di rimbalzo 100%, vedrai un tempo medio di 0 secondi, anche se su quella pagina il visitatore può esserci rimasto molto più tempo (esistono in realtà dei metodi per aggirare il problema, si chiama Bounce Rate Aggiustato ).

In questo modo hai un primo dato su quanto il tuo sito coinvolge i tuoi utenti, quanto tempo sono disposti a dedicargli e su quali pagine, invece, serve lavorare perché non di gradimento per il tuo pubblico.

A questo punto, può essere d’aiuto capire quali pagine fanno scappare i tuoi visitatori. La percentuale di uscita ci indica proprio questo, cioè (in percentuale) quanti visitatori una volta entrati nella pagina x escono dal sito web.

Riordinando il tutto in maniera decrescente, ti indicherà molto probabilmente quali pagine si devono modificare per migliorare il responso dei tuoi utenti.

Infine, un altro aspetto sempre più preponderante riguarda la velocità del sito. Più il tuo sito è lento e più i tuoi visitatori ti abbandoneranno. Cerca sempre di tenere d’occhio il suo andamento, spesso può rivelarsi un fattore decisivo.

Conclusa questa prima parte si può passare alla successiva.

 

Le Mappe di Calore (Heatmaps)

Le mappe di calore sono uno degli strumenti più interessanti e divertenti da utilizzare quando vuoi studiare il comportamento dei tuoi utenti sul tuo sito web.

La maggior parte di questi servizi sono a pagamento ( e spesso neanche economici), ma fortunatamente alcuni come HotJar (da cui sono prese le immagini sotto) offrono dei pacchetti ridotti gratuitamente, per testare e cominciare.

Le mappe di calore tracciano solitamente tre distinti tipi di interazione dell’utente sul tuo sito, il clic, il movimento del mouse e lo scroll della pagina.

Questa analisi viene effettuata su qualunque dispositivo: computer, smartphone e tablet (per gli ultimi due non c’è il movimento del mouse e il clic viene rimpiazzato dal touch).

Iniziamo dal primo, il tracciamento dei clic.

Mappa di Calore dei Clic

Questo ti segnala su quali parti di una pagina in particolare un utente è solito cliccare, può essere un link, un immagine, un banner o altro ancora.

Sebbene, molte di queste informazioni possano già essere rilevate tramite Google Analytics, il monitoraggio può avere dei risvolti interessanti.

Ad esempio, potresti notare che molti utenti cliccano su una determinata frase per saperne di più ma che non presenta link, oppure che in molti vorrebbero allargare l’immagine che hai messo nell’articolo ma non possono farlo.

Anche il modo visuale in cui vengono presentati i dati, rende l’analisi molto più agevole e facile da interpretare.

A questo punto si può passare all’analisi della seconda mappa relativa ai movimenti del mouse.

Mappa di Calore Movimenti Mouse

Questa mostra le posizioni più frequenti del mouse mentre l’utente era sul vostro sito. Nonostante questo dato sia stato in parte accantonato, visto che uno studio ha dimostrato che non c’è una perfetta correlazione tra lo sguardo dell’utente e la posizione del mouse, può comunque risultare interessante vedere quali sono le zone più calde, dove il mouse dell’utente si sofferma di più.

Infine, uno dei dati più ricercati e significativi, la mappa relativa allo scroll della pagina.

Mappe di Calore Scroll

Questa mappa ci indica quanto l’utente sia andato avanti con la lettura della pagina ed è un dato fondamentale sia per gli articoli (per capire se i lettori abbandonano la lettura dopo un certo punto) sia per le landing page, per capire quanto di quella pagina un utente abbia letto.

Infatti, c’è una grande differenza se un utente entra nel sito ed esce subito, oppure se legge tutta l’offerta (nell’esempio della landing page) e poi esce. Nel primo caso il problema può essere dovuto ad un target errato o ad un primo impatto non interessante. Nel secondo caso, invece, l’utente magari era interessato ma non ha trovato la nostra offerta di gradimento.

Questo dato in realtà è disponibile anche con Google Analytics tramite script personalizzati ed eventi, ma non risultano così immediati e facili da interpretare come la mappa di calore.

Si arriva, quindi, all’ultima fase delle tre citate per studiare il comportamento dei tuoi utenti.

I Replay delle Sessioni

Replay della Sessione Utente

Con questo strumento potrai, in forma del tutto anonima, ricreare le sessioni dei tuoi utenti e vedere come hanno interagito con il tuo sito web.

In pratica, vedrai l’utente come in una sessione di screen recording e questo per ogni singolo utente. Chiaramente per grossi siti web, servirà porre dei filtri sul tipo di sessione registrata, altrimenti verrai sommerso dalla quantità di video disponibili.

Ad esempio potrebbe interessarci solo il segmento di utenti la cui visita non supera i 30 secondi, oppure solo quelli che hanno visitato un particolare url, magari caratterizzato con certi parametri che abbiamo impostato e che ne determinino la provenienza (un url lasciato su un volantino o su un sito web in forma promozionale e via dicendo).

Tra tutti quelli elencati, questo è lo strumento che ricrea più fedelmente la sessione dell’utente, pur avendo lo svantaggio di focalizzarsi solo su una sessione, mentre le mappe di calore e analytics forniscono dei valori medi basati su tutte le sessioni (o su un segmento personalizzato a scelta).

Questi sono alcuni degli strumenti più efficaci che puoi utilizzare per studiare il comportamento dei tuoi utenti sul tuo sito web, per consigli, chiarimenti, segnalazione di tool, scrivi nei commenti oppure contattami.

 

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